Doina Ruşti
Manuscrisul fanariot - Doina Ruşti Mămica la două albăstrele - Doina Ruşti Patru bărbaţi plus Aurelius - Doina Ruşti Cămaşa în carouri - Doina Ruşti Lizoanca - Doina Ruşti Fantoma din moară - Doina Ruşti Zogru - Doina Ruşti Omuleţul roşu - Doina Ruşti
Doina Ruşti
Manuscrisul fanariot Mămica la două albăstrele Patru bărbaţi plus Aurelius Cămaşa în carouri Lizoanca Fantoma din moară Zogru Omuleţul roşu

D o i n a    R u s t i

È nata da una famiglia di maestri di campagna in un villaggio del sud della Romania: qui ha trascorso la sua infanzia, offuscata dall'assassinio del padre, un tragico evento che ancora è avvolto nel mistero, sullo sfondo della spesso difficile e dura quotidianità di una Romania sotto il giogo comunista.
Doina Ruşti è infatti attualmente una delle scrittrici rumene più osannate dalla critica per l'originalità e la forza espressiva della sua scrittura.



Doina Ruşti è membro dell'Unione degli Scrittori di Romania.

Romanzi 

  • Patru bărbaţi plus Aurelius, Ed Polirom, 2011
  • Cămaşa în carouri, Ed. Polirom, 2010
  • Lizoanca la 11 ani (Lisotta, a 11 anni), Ed. Trei, Bucarest, 2009
  • Fantoma din moară (Il fantasma del mulino), Ed. Polirom, Bucharest, 2008
  • Zogru, Ed. Polirom, 2006, Bucharest, tradutto in bulgaro dall'ed. Balkani, Sofia, 2008, tradutto in italiano dall'ed. Bonanno, 2010 (Roberto Merlo)
  • Omuleţul roşu (L'omino rosso), ed. Vremea, Bucharest, 2004


Premi 

  • Il Premio dell'Accademia Romena per  Lizoanca la 11 ani/ 2009

  • Premio dell'Unione degli Scrittori di Romania per Il fantasma del mulino, 2008

  • La medaglia d'oro del Schitul Darvari, per l'attività letteraria, 2008

  • Premio dell'Associazione degli scrittori di Bucarest per Zogru, 2007

  • Premio per la prosa assegnatole dalla rivista Convorbiri literare, 2006

  • Premio Ad Visum per L'omino rosso, 2005

Laura Vasiliu legge un brano dal romanzo "Il fantasma del mulino" di Doina Ruști

intervio

Commenti dalla critica 

Com’è’strano l’amore a Bucarest a quarant’anni e al tempo dei social network. Lo racconta una delle scrittrici rumene più apprezzate, che affida a un piccolo omino rosso il comppito del condurre la protagonista in un improbabile Paese delle Meraviglie virtuale. Un’ironica e seducente storia, ambientata in una città magicamente contraddittoria.(Giuseppe Ortolano – Il Venerdì di Repubblica, 23 marzo, 2012, nr 1253)

È  la stessa Doina Ruşti che l'ha creato, o forse l'ha incontrato in un momento di allucinata inspirazione, a descrivere meglio di qualsiasi critico l'effetto que fa L'omino rosso.
Il romanzo  della rumena Doina Ruşti, il primo di cinque, pubblicato come libro d'esordio di colei che sarebbe diventata scrittrice tra le più celebrate della Romania post-comunista, si legge con esultanza. Con la testa que risuona di esclamativi e gli angoli delle labbra che tremano di una risatina difficile da trattenere. Stupefacente è il fuocco di fila di trovate di espressioni pungenti e fulminanti que l'autrice escogita per descrivere situazioni e stati d'animo della sua protagonista. (Alessandra Iadicicco. La Stampa, nr 1815, 12 mai, 2012)


"Il romanzo, il cui titolo originale è Lizoanca a 11 anni, è stato insignito del premio dell’Accademia Romena nel 2009 e sta per essere ridotto in un film. La traduzione in tedesco (Horlemann Verlag, Berlin, 2013), è entrata nel circuito delle biblioteche pubbliche del paese dove Lisoanca è considerato un “libro sconvolgente sulla violenza contro i bambini”, scritto “in uno stile raffinato e pieno di sfumature” (Martina Freier). D’altronde, in Italia, Libero lo paragona a La peste di Camus.

In un villaggio nei pressi di  Bucarest, ai giorni nostri, una vera e propria isteria si scatena quando la gente viene a sapere che Lisoanca, una ragazza di 11 anni, è malata di sifilide. Quando vengono alla luce anche altri casi, la bambina viene accusata di aver contagiato tutto il villaggio. Poco a poco la stampa, le autorità, i genitori e la gente comune comincia a richiedere la punizione di Lisoanca, diventata ormai il nemico pubblico numero 1. Scontrosa e indipendente, con una voce da vecchio rospo, Lisoanca riesce ad imporre la propria pesonalità sugli adulti.

La sua storia viene a collegarsi con altri casi, piccoli o grandi segreti della comunità. Un anello antico scoperto negli anni ’40, scene sensuali di un’estate degli anni ’70, dei cartoni animati russi, l’irragionevole cattiveria di un adolescente ed altri fatti accaduti alla fine degli anni ’80 – tutto porta verso una sola persona: lo zio Petrache. Non c’è quasi nessun personaggio che non abbia conosciuto almeno un episodio in cui quest’uomo fosse coinvolto. E tutti questi fatti avvenuti tempo prima sono in stretto legame con la storia di Lisoanca".
Il Giornale letterario, 18 12 2013


 



Anche nel delirio di un sistema che delira, percependo - è sempre Eliade a parlare - «un messaggio nello scorrere amorfo delle cose e nel flusso monotono dei fatti storici». Perché può anche succedere che la letteratura riscatti, ciò che la storia e la vita hanno inesorabilmente condannato. Ed è esattamente questo che fa Doina Rusti in Zogru, ottimamente curato da Roberto Merlo ancora per Bonanno (pp. 240, euro 18). Zogro è un immortale, un «uomo che non sa morire», creatura «emersa dal ventre caldo della terra, un giorno di primavera della settimana Santa del 1460». Da allora, Zogru percorre il flusso della storia, entra nel corpo degli uomini, né condivide le passioni, tesse col suo trasmigrare un filo comune tra le individualità che abita. Apre a quello del mito, lo spazio altrimenti angusto della storia. Accede a quella temporalità altra del fantastico che, in fondo, non è se non un riportare all'umano il demone dialtrimenti infausto con la terra. In special modo se quella terra ha nome Romania.
(Marco Dotti, Il Manifesto, 15 05, 2011)

Roberto Merlo:
ZOGRU DI DOINA RUŞTI TRA STORIA E MITO,
in Quaderni di Studi Italiani e Romeni 5, 2010, pp. 121-136


"Reputo che Lizoanca, a 11 anni sia uno dei romanzi più significativi dell'attuale panorama letterario rumeno. L'intelligenza narrativa, la fluidità dell'azione, l'incessante e sorprendente espressività del testo, la concisione, la pregnanza dei personaggi, la precisione dei gesti che caratterizzano ciascun episodio (breve e preso di petto, senza introduzioni, talvolta inframmezzato da riflessioni appena schizzate dell'autrice) e il modo in cui ogni capitolo forma un tutt'uno costituiscono i tratti distintivi del romanziere che dispone dei mezzi che potrebbero far sì che i suoi futuri romanzi, dopo Il fantasma del mulino e Lizoanca , diventino importanti eventi letterari". (Gelu Ionescu, Apostrof, n.10,2009);

"Il romanzo è un'intensa esperienza narrativa, scioccante e insolita, che solo una prosatrice dotata di vena epica e di forza interiore poteva offrire". (Paul Cernat, Revista 22, n.3, 2009);



Z o g r u
by Doina Ruşti,

 Bonanno Editore, 2010
trad. Roberto Merlo

Ma la gente aveva continuato a credere che il monastero di Snagov fosse infestato dallo spirito malvagio di Vlad l’Impalatore fin verso la fine del 1508, quando era arrivato al monastero fratello Dionisie. Questi non era ne malintenzionato ne particolarmente devoto. Cio che lo contraddistingueva era la sbadataggine.

Era un monaco giovane, cresciuto nei monasteri fin da bambino, che passava in mezzo alla gente con il pensiero rivolto alla focaccia che aveva mangiato il giorno prima o al materasso di lana dell’abate. Per questo trascurava di tirare il chiavistello o dimenticava in giro una tazza, in equilibrio precario. Al suo passaggio fiorivano i disastri ma, come spesso accade, nessuno aveva ben capito da dove nascessero. Alcuni mesi dopo il suo arrivo a Snagov, i monaci erano stati svegliati nel cuore della notte dallo sbatacchiare del pesante portone d’ingresso, che Dionisie aveva scordato di chiudere e che il forte vento proveniente dal lago minacciava di scardinare insieme allo stesso Zogru.

Nessuno pero aveva pensato a Dionisie. Per tutti il colpevole era Vlad Dracula, che un fratello giurava di aver visto alzarsi in cielo sotto forma di uno sbuffo solforoso. La storia era corsa velocemente di bocca in bocca, di villaggio in villaggio, fino a Targovişte, risvegliando nella gente il ricordo del regno sanguinario del principe Dracula.

Poche settimane dopo, Dionisie aveva conficcato la..continuazione..


doina rusti

Doina Ruşti

l'omino rosso
L'omino rosso,
Nikita Editore, Firenze, 2012
recensione

zogru

Zogru,
Bonanno Editore, 2010
(trad Roberto Merlo)

L'omino rosso
Omuleţul roşu (trad Roberto Merlo), in Il romanzo rumeno contemporaneo, coord Nicoleta Nesu, Bagatto Libri, Roma, 2010

aurelius
Patru bărbaţi plus Aurelius (4 uomini plus Aurelio), Ed Polirom, 2011

camasa

Cămaşa în carouri şi alte 10 întâmplări din Bucureşti, Ed Polirom, 2010

lizoanca

Lizoanca la 11 ani, Ed Trei, 2009
Rediviva, Milano, 2013
recensione

fantoma
Fantoma din moară (Il fantasma del mulino), Ed Polirom, 2008

zogru

Zogru, Ed Polirom, 2006

omuletul rosu
Omuletul rosu, Ed Vremea, 2004


altre recensioni:
Donatella Migliaccia

Il Cittadino

STATO Qotidiano. Macondo





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